Cosa si intende per precisione di un multimetro? Tutto quello che c’è da sapere

Quando si sceglie di acquistare un multimetro, si deve prestare la giusta attenzione alla presenza o meno di alcune caratteristiche fondamentali. Una di queste, soprattutto quando si sceglie di acquistare un multimetro digitale, è la sua precisione.

Ma cosa si intende, nello specifico, per precisione di un multimetro? Ne parleremo ampiamente nelle prossime righe. Buona lettura!

 

Multimetro: qualche informazione di partenza

Il multimetro è uno strumento utilizzato sia dagli elettricisti più esperti sia da chi volesse monitorare il proprio impianto elettrico o fosse interessato a dei piccoli lavori di manutenzione sui propri elettrodomestici.

Tra le funzioni principali di un tester di questo tipo, infatti, c’è la misurazione delle grandezze elettriche come la corrente, la tensione e la resistenza. Acquistando alcuni modelli più avanzati potrai inoltre misurare anche alcune grandezze fisiche come la temperatura e l’umidità.

Ma rimaniamo concentrati sulla misurazione delle grandezze elettriche: un multimetro è uno strumento di grandissima utilità perché concentra in un unico dispositivo un amperometro, un voltimetro e un ohmetro.

Differenze tra multimetri digitali e multimetri analogici

Quando si parla della precisione di un multimetro è bene sapere che si sta parlando di un multimetro digitale. Quest’ultimo viene spesso contrapposto ai modelli analogici i quali, sebbene funzionino in modo decisamente simili ai cugini digitali, hanno delle differenze importanti a livello di display e di precisione.

I multimetri analogici, infatti, restituiscono delle misurazioni tramite il movimento di un cursore al di sopra di una scala graduata, peccando così in affidabilità. I modelli digitali, invece, sono dotati di un comodo display digitale che mostra direttamente il valore misurato espresso in numeri, dotati eventualmente di virgola e di segno negativo.

Le caratteristiche fondamentali di un multimetro digitale

Un multimetro digitale che sia di buona qualità deve essere innanzitutto affidabile. Questa caratteristica dipende da tre parametri fondamentali:

  • il margine di incertezza
  • la precisione
  • la risoluzione

Il margine di incertezza: di cosa si tratta

Con margine di incertezza di un multimetro si prende in considerazione l’errore massimo ammesso in determinate condizioni operative. Questo valore viene espresso in percentuale ed è legato al valore effettivo del segnale preso in considerazione.

Per fare un esempio pratico, se si dovesse misurare un valore pari a 50V con un multimetro il cui margine di incertezza fosse espresso dalla percentuale ±2%, significherebbe che il valore effettivo misurato è compreso tra i 48V e i 52V.

Potresti inoltre trovare un margine di errore indicato in questo modo: ± (2% + 2). Questo significa che, tenendo sempre come esempio la misurazione di una tensione pari a 50V, il valore effettivo sarà compreso tra 47.8V e 52.2V.

In linea di massima, la maggior parte delle tensioni della linea di alimentazione CA (ovvero a corrente alternata) può variare di ± 5% o più. In questo caso sarebbe dunque consigliabile un multimetro digitale il cui margine di errore fosse compreso tra ±1% e ±3%. Se invece ti dovesse interessare la calibrazione di attrezzature specializzate o di autoveicoli, ti consigliamo di optare per un multimetro ancora più preciso.

Cosa si intende per precisione di un multimetro

La precisione, invece, si riferisce alla capacità di un multimetro digitale di fornire ripetutamente la stessa misurazione. La chiave di questo parametro, insomma, è la ripetibilità di una misurazione.

È proprio questa la caratteristica più importante, soprattutto quando se ne parla legandola all’accuratezza e, di conseguenza, al margine di errore. Infatti, se le misurazioni sono ripetibili e rimangono costanti a parità di condizioni, sarà più semplice determinare l’errore e compensarlo in modo accurato.

E la risoluzione?

Anche la risoluzione è un parametro a sua volta collegato e intrecciato con la precisione e l’accuratezza. Si tratta, in parole povere, dell’incremento più piccolo che il tuo multimetro è in grado di rilevare e visualizzare.

Pensiamo a un esempio pratico, immaginando di testare una batteria da 1.5V. Se il tuo multimetro digitale dovesse avere una risoluzione di 1mV, ovvero di un millivolt, allora sul display potrai visualizzare le singole variazioni di appena 1mV durante la misurazione in esame.

In ogni multimetro digitale, la risoluzione viene indicata nelle specifiche. Attento a non lasciarti ingannare dal fatto che tale parametro venga identificato con il nome di risoluzione massima, sebbene si tratti della variazione più piccola che possa essere registrata.

È utile acquistare un multimetro dotato di autorange, ovvero la specifica che permette al tuo dispositivo di selezionare automaticamente l’intervallo più adatto per l’entità della misurazione. In questo caso, potrebbe comparire sul tuo display la scritta OL, a comunicare un sovraccarico: questo significa che la misurazione è superiore all’intervallo impostato. Tale intervallo è conosciuto anche come fondo scala, ovvero il valore massimo selezionato per la misurazione.

Counts e cifre: qual è la differenza?

I termini counts e cifre sono usati per descrivere la risoluzione, e quindi la precisione, di un multimetro digitale.

Sebbene le cifre siano gli elementi più utilizzati generalmente per descrivere un dispositivo come il multimetro, oggi è diventato più comune classificare i multimetri digitali in base ai conteggi totali piuttosto che alle cifre.

Ma cosa si intende per counts, o conteggi? Ecco qualche dato:

  • un multimetro a 2000 conteggi può misurare valori compresi tra 0 e 1999
  • un multimetro tra 2000 e 10000 conteggi può misurare valori compresi tra 2999 e 9999
  • un multimetro a 20000 conteggi può misurare valori sino a 20000

I conteggi sono inoltre legati anche al margine di errore del quale abbiamo parlato precedentemente. Ti forniamo ora una piccola legenda per orientarti tra questi parametri:

  • 2000 count rappresenta un errore pari a 0.5%
  • 3200 count rappresenta un errore pari a 0.3%
  • 4000 count rappresenta un errore pari a 0.25%
  • 6000 count rappresenta un errore pari a 0.15%

Per quanto riguarda invece le cifre, i multimetri digitali possono visualizzare tre cifre e mezzo, quattro cifre e mezzo etc. Per esempio, un multimetro digitale a tre cifre e mezzo potrà visualizzare tre cifre complete, ovvero tra 0 e 9, e una mezza cifra, cioè un 1. Appare chiaro come l’acquisto di un multimetro in grado di mostrare, diciamo, cinque cifre e mezzo avrà una risoluzione maggiore rispetto a un modello che ne mostra tre e mezzo.

E questo è tutto quello che c’è da sapere sulla precisione di un multimetro digitale, sulla sua risoluzione e sul margine di errore!


Nata in un piccolo paese della Sardegna e poi trapiantata a Roma, ho cercato di rendere la mia passione per la scrittura un lavoro. Mi divido tra redazione, festival, televisione, scrittura per il web e sono appassionata di beauty, benessere della persona e cura della casa. In una parola: comunicazione. Così cerco di impostare il mio lavoro e la mia quotidianità.

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